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Il cibo come medicina

Il cibo come medicina

Fa che il cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il cibo

Ippocrate

Troppe volte nella mia professione di medico curo pazienti affetti da malattie che risentono in modo evidente di STILI DI VITA NON CORRETTI. Spesso queste persone ignorano completamente l’esistenza di una relazione tra l’insorgenza della loro malattia e il loro stile di vita.

Per esempio, nel caso del diabete, i farmaci possono controllare la concentrazione dello zucchero nel sangue, cioè la glicemia, ma non possono fare più di tanto se la persona che ne è affetta non è disposta a modificare anche il proprio stile di vita.

La stessa cosa accade per altre malattie ormai troppo diffuse: colon irritabile, reflusso gastroesofageo, ipercolesterolemia, ecc.

Per non parlare dei pazienti con ipertensione arteriosa che con facilità cambiano e/o aggiungono farmaci per diminuire la pressione arteriosa;  molto spesso basta cambiare stile di vita: in primis ridurre lo stress, il peso corporeo e modificare l’alimentazione per poter diminuire (in alcuni casi eliminare, specie nei giovani) l’uso dei farmaci o almeno controllare meglio la pressione.

STILE DI VITA significa tante cose, ma sia la malattia che la ricerca del benessere possono e devono essere affrontate sempre considerando il cibo.

Non meno importante tutto il resto: attività fisica, gestione dello stress e delle emozioni in generale, e così via.

Non può esistere salute senza una
corretta alimentazione

Mangiare è un atto che compiamo più volte ogni giorno per tutta la nostra vita (un uomo di 80 anni ha ingerito circa 40-50 tonnellate di cibo!). Spesso lo facciamo senza renderci conto seguendo abitudini e tradizioni; non è detto, però, che le tradizioni siano sempre corrette!

E non sempre vale la regola  che per mangiare bene, è sufficiente ascoltare le esigenze del corpo e i propri bisogni. In passato gli uomini avevano tale capacità, ma oggi, distratti o attratti da mille cose, spesso perdiamo un sano rapporto con il nostro corpo e così succede che il nostro organismo sembra amare di più proprio quei cibi che ci fanno male, cibi cioè che vengono digeriti e metabolizzati con grosse difficoltà, anche quando ciò non è immediatamente percepito.

Un singolo pasto “cattivo” è poca cosa e, se anche ci dovesse far male, poi guariamo rapidamente, ma tonnellate di cibo cattivo cosa ci faranno? Un pasto è come una goccia d’acqua, ma sappiano che tante gocce d’acqua possono scavare inesorabilmente anche una roccia.

Mettereste un carburante di cattiva qualità nella vostra auto? Probabilmente no; ma è ciò che la maggior parte di noi fa quotidianamente con il nostro organismo in modo più o meno consapevole.

Ancora oggi si continua a sottolineare l’aspetto quantitativo del cibo, le calorie, trascurando invece quello più importante: la sua qualità cioè le sostanze nutritive (e non) che contiene. Con l’industrializzazione, la nostra dieta si è molto impoverita, squilibrata, inquinata e siamo costretti a nutrirci con alimenti imposti dalla nuova economia, economia di produzione con nuove tecnologie, non sempre salutari. 

Un nuovo modo di vedere il cibo

La maggior parte delle malattie croniche di oggi (tumori compresi) ha un qualche legame con l’alimentazione moderna, che non è in grado di fornire al corpo ciò di cui maggiormente necessita e che invece spesso introduce  sostanze dal potenziale dannoso.

Infatti le conoscenze scientifiche di questi ultimi anni hanno dimostrato che il cibo non nutre solo il corpo in modo grossolano attraverso una fornitura di calorie, grassi, proteine e carboidrati ma:

  • è un potente modulatore epigenetico: è in grado di modificare il nostro DNA in meglio o in peggio
  • modula le risposte cellulari, per esempio la produzione di citochine infiammatorie 
  • stimola o inibisce la produzione di ormoni (i carboidrati stimolano l’insulina)
  • stimola, modula, frena la funzione di un organo (es. con una sana frittura possiamo stimolare il lavoro della colecisti)

In sintesi: il cibo può essere una potente medicina ma può anche essere un potente veleno per il nostro corpo!

Mangiare è, quindi, ben più che nutrirsi.

 

ho mangiato pochissimo eppure ho la pancia gonfia”

“non farci caso è normale, succede a tutti”

 

Quante volte abbiamo sentito questa conversazione? Si tratta di un disturbo comune, è vero, ma la norma non è la normalità e infatti non dovrebbe mai (o quasi) accadere. La pancia è gonfia e tesa quando l’intestino non è in equilibrio, con un eccesso di fermentazione e/o putrefazione.

 

Non esiste un modello universale di dieta giusta per tutti: il modello va creato su misura come un abito, va testato e ritestato, lavorandoci con pazienza e senza affidarci a quello che si legge sui giornali o si ascolta in televisione, ma collaborando attivamente con un bravo professionista.

I bisogni cambiano in base all’età, allo stato emotivo, al momento stesso della giornata, alla fase del ciclo per le donne, se siamo in salute o se dobbiamo curare una malattia, e così via.

 

Quali sono i  RISULTATI che dovremmo aspettarci da un’alimentazione che rispetti le reali necessità del nostro organismo?

A breve termine: la digestione diventa veloce, facile e leggera senza sonnolenza e torpore con il cervello che rimane lucido e attento. L’energia e il benessere durante il giorno aumenta e rimane costante senza cali di zuccheri. Diminuisce pian piano fino a scomparire la ritenzione di liquidi, il gonfiore addominale diventa un ricordo; migliora l’aspetto della pelle e il volto si sgonfia.

Nel tempo: si ha un cambiamento della composizione corporea con una perdita lenta e graduale di grasso accompagnata da un aumento del tono muscolare. I parametri alterati del sangue cominciano a tornare verso la normalità e sarà facile mantenere il peso forma.

 

dott. Vito Causarano
Medico chirurgo
Specialista in Medicina Interna

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