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YOGA

YOGA

 

MODA O MODO DI VIVERE? CHE COS’E’  LO YOGA ? …a occhi chiusi e cuore aperto

Nel momento in cui il Dr. Causarano mi ha chiesto di spiegare cosa fosse lo Yoga e quali fossero i benefici mi è venuto in mente di partire dalla definizione classica dello Yoga enunciata negli Yogasutra (aforismi sullo Yoga) di Patanjali. In un secondo momento, però, ho pensato che sarebbe stato meglio descrivere che cosa è stato ed è tutt’ora per me alla luce dei vent’anni di esperienza che ho maturato.

Lo Yoga è un stato di continuo apprendimento. Un cammino che mi ha portato verso una maggiore armonia e consapevolezza, verso l’equilibrio interiore. Nello stesso tempo, per me, è anche un arte. Ecco potrei definirlo come “l’arte del corpo e della mente” che permette di raggiungere importanti livelli di conoscenza e di interiorizzazione che richiedono tempo e, soprattutto, pazienza.

Così come Michelangelo vedeva la statua finita all’interno di un blocco di marmo grezzo e doveva, poi, con la tecnica, la conoscenza dei mezzi che aveva a disposizione, la volontà, liberare ciò che era imprigionato nel marmo, nel momento in cui ci riportiamo in equilibrio attraverso la pratica dello Yoga stiamo facendo la stessa cosa. Non stiamo creando qualcosa di nuovo, ma portando alla luce la nostra reale natura. Ed è ciò che accadde al Buddha nel momento in cui si illuminò, ed è ciò che Gesù ha chiamato “il Regno di Dio”, che, come disse San Luca, è nel cuore di ogni uomo.

La nostra mente è come un telo di cotone bianco che prende il colore della tinta in cui è immerso. Possiamo colorare la nostra mente del colore che vogliamo. Essa assimila la forma dell’oggetto pensato e vi si identifica. E’ per questo che Sant’Agostino disse : “Pensa alla terra e diventerai terreno; pensa ai sensi e diventerai sensuale; pensa al sesso e diventerai lussurioso; pensa a Dio e diventerai devoto, divino”. Quando la mente è in uno stato di quiete arriva a fondersi con l’anima ed è in quell’istante che l’anima diviene libera divenendo espressione di pace e beatitudine, espressione di bellezza.

COME SI ARRIVA A QUESTO STATO?

E’ ciò che la maggioranza delle persone che frequenta i miei corsi mi domanda. Senza ombra di dubbio gli ingredienti fondamentali sono la costanza e la volontà di voler fare un lavoro di cambiamento. Grazie ad una pratica regolare fatta con grande attenzione si arriva a sperimentare un primo cambiamento spontaneo, un cambio di energia vero e proprio, sviluppando, man mano, una consapevolezza sempre più profonda che diviene generatrice di saggezza ed è quest’ultima la forza che fa venir fuori la nostra anima.

Il modus vivendi che si adotta è quello esposto negli Yogasutra di Patanjali, che sono il testo più autorevole e riconosciuto dalla maggior parte delle scuole di Yoga. Questo testo è diviso in 4 libri condensati in 196 sutra (aforismi) che danno una descrizione dettagliata delle motivazioni per intraprendere la via a questa disciplina, gli ostacoli che si possono incontrare, le distrazioni lungo il percorso e l’arrivo alla meta finale.

MA LO YOGA E’ UNA RELIGIONE?

Questa è un’altra domanda che mi viene posta. Se pur siano stati gli indù a scoprirlo, lo Yoga può essere estrapolato dall’Induismo, ma visto in un ottica Induista è una disciplina religiosa che indirizza verso l’Assoluto (Brahman). Iniziare, ad esempio, la pratica con la recitazione di un “mantra” può essere un buon metodo per la concentrazione, ma se non conosci bene la divinità a cui è riferito puoi trovarti in difficoltà. Per praticarlo, quindi, non è necessario essere indù o avere una fede religiosa ma avere una certa conoscenza dell’argomento nel suo insieme.

COME SI STRUTTURANO LE LEZIONI? C’E’ UN NESSO LOGICO CHE LE LEGA?

Per quanto le singole posizioni (asana) siano benefiche, gli esiti complessivi di una singola sequenza accuratamente programmata sono più profondi. C’è sempre un filo conduttore che lega le varie lezioni e le asana tra di loro. Ogni lezione è un arte che richiede non solo una conoscenza approfondita delle sensazioni del corpo e di come agiscono le varie posture singolarmente e nell’insieme della lezione, ma anche la capacità di vedere con quale umore arrivano i vari allievi a lezione.

SI PUO’ PARLARE DI YOGA TERAPEUTICO?

Da parte di chi ha poca dimestichezza con lo Yoga vengono mosse delle accuse continuandolo a paragonare, dato che si lavora sulle asana, al pari della fisioterapia, ma questo non significa che un argomento vasto come lo Yoga debba essere chiamato “Yoga Terapeutico” o “Yoga Terapia”, intendendolo, soprattutto come una forma di esercizio fisico. Esso è, in realtà, una disciplina olistica che agisce sul piano della salute e della spiritualità. Si educano il corpo, il respiro, la mente per tirar fuori “la presenza che ascolta”. Partendo da questo presupposto io parlerei più di “potere terapeutico” dello Yoga.

Il mio insegnante B.K.S. Iyengar diceva che “la terapia inizia nel momento in cui nasciamo. Se conduciamo una vita immorale allora dobbiamo spostarci verso un modo di vita morale, verso un codice di vita etico. Non è terapia questa? Sì! Allora come si può etichettare lo Yoga o meglio dividere lo Yoga che è Uno in Yoga Terapeutico o Yoga Terapia. Queste parole sono solo fumo negli occhi per ingannare le persone”.

Per me praticare Yoga vuol dire prendersi cura di sé, vuol dire imparare a volersi bene, a dedicare attenzioni a se stesso. Questa cura di sé inizia con l’attenzione al proprio corpo. Lo Yoga, quindi, non è sterile acrobazia, come molti pensano, ma strumento di conoscenza dell’intero corpus mentecorpo e, di conseguenza, anche dei suoi limiti, delle sue debolezze, delle sue fragilità, ma anche delle sue potenzialità, di come funziona e di cosa è più benefico per il suo funzionamento. Alla luce di ciò anch’io trovo fuorviante utilizzare altri termini per lo Yoga. Diverso è organizzare una “classe medica”, dove si riuniscono allievi, in questo caso pochi, che hanno una problematica comune ed in base a quella si struttura la lezione, anche perché, un buon insegnante è in grado di strutturare una lezione o adattare le asana in base alle problematiche di chi ha di fronte e nel caso non avesse le competenze o l’esperienza deve avere l’umiltà di rifiutare.

Se ci si concentra sulla consapevolezza del proprio corpo e sull’allineamento posturale, tramite una connessione costante e continua tra movimento e respirazione rilassata e continua lo Yoga diviene delicato e lenitivo, ma anche stimolante divenendo “terapeutico” a prescindere.

MA, ALLORA, NON CREA BENEFICI?

Assolutamente. Alcuni dei principali disturbi che una pratica costante e consapevole dello Yoga può contribuire a curare sono ansia, insonnia, artrite, mal di schiena. Negli ultimi anni, inoltre, sono stati fatti centinaia di studi scientifici che evidenziano i benefici che la pratica proposta da questa antica disciplina apporta all’organismo umano, e si sono avute innumerevoli conferme del fatto che le persone che si dedicano costantemente allo Yoga rinforzano le articolazioni, migliorano l’efficienza del sistema cardiovascolare e la digestione, e rallentano la respirazione, rendendola più profonda.

Lo Yoga, ad esempio, attraverso le asana e gli esercizi di respirazione, agisce sul sistema neurovegetativo andando a ridurre l’iperstimolazione del sistema nervoso simpatico e stimolando l’attività del sistema parasimpatico riducendo, così, la pressione arteriosa. Le posizioni in piedi, invece, sono tonificanti. Gli esercizi di rilassamento aiutano la circolazione, le posizioni capovolte fanno rifluire il sangue dalle estremità, le posizioni sedute sono riposanti e regolarizzano la pressione sanguigna, mentre le torsioni agiscono sugli organi interni facendo defluire il sangue venoso per far affluire nuovo sangue ossigenato. Questi sono solo alcuni dei benefici che uno Yoga fatto bene può apportare.

COME SCEGLIERE IL CORSO GIUSTO?

In tutti questi anni ho incontrato persone deluse, altre entusiasticamente ottimiste, altre ancora timorose o confuse per i “Tanti Yoga” in circolazione. Ormai sotto la denominazione di Yoga viene raggruppato di tutto. Sta rientrando, ahimè, nella lista di cose che sono a disposizione di tutti ad ogni momento. Se si vuole diventare un pianista o un pittore non è sufficiente fare un corso della durata di un weekend o un corso intensivo di un mese per essere pronti per fare un concerto o dare lezioni di piano o dipingere dei quadri.

Fioccano, ormai, insegnanti, corsi e metodi annunciando “benefici” o “tecniche segrete” che altri non possiedono. Vedo, spesso, molte persone frequentare gruppi e insegnanti, presi dalla tendenza a volere tutto, subito e facilmente, presi dalla propensione a credere che ogni cosa possa essere comprata o barattata. Ecco, questo è ciò che va evitato. Ci si deve guardare dal ritenere che una “tecnica segreta” ci svelerà i misteri della vita e ci offrirà poteri incredibili. Certo, la meditazione contiene dei segreti, profondi e straordinari, ma non possono essere neppure sfiorati senza il giusto approccio.

Ciò che è importante è la preparazione e lo studio dell’insegnante e che le classi siano formate al massimo da 12/14 allievi perché così come si ottengono benefici si possono anche creare dei problemi.

Ad esempio, asana eseguite male possono creare problemi all’apparato osteo-muscolare, o esercizi di respirazione eseguiti prematuramente o in maniera vigorosa senza adeguata supervisione o, magari non tenendo conto delle condizioni dell’allievo possono creare seri problemi all’apparato nervoso. Anche dal punto di vista psicologico, per chi è depresso o affetto da schizofrenia, il pranayama o la meditazione sono assolutamente da evitare perché possono creare seri problemi. Chi è affetto da ipertensione o da malattie cardiache, ad esempio, deve evitare le respirazioni “Kapalabhati” o “Bhastrika” o , come diceva B.K.S. Iyengar, sono da evitare le asana capovolte senza sostegno e quelle in piedi con le braccia al di sopra del capo per evitare di aumentare la pressione sul cuore. Ci sono asana che sono rischiose per determinati organi o parti del corpo. In molti centri, infatti, si pratica spesso il ciclo del “saluto al sole” ma per chi ha problemi con il tunnel carpale tale sequenza è più deleteria che benefica.

Il problema, quindi, non sono le posture in sé, ma il modo in cui vengono eseguite o insegnate. Ma lo Yoga non è solo tecnica e non è neppure sdolcinatezza. Essere “veramente” in pace con se stessi e con la vita e “fare finta” sono due cose molto diverse ed alcuni “insegnanti”  recitano la parte. Ciò che serve è “avere un cuore”. Un uomo ed una donna, pur belli e brillanti, non sono nulla se non posseggono un cuore. Possono regalarci una notte di piacere, una serata divertente, una vacanza eccitante, ma alla fine senza un vero cuore, tutto è solo superficie, illusione, grigiore. Una povertà interiore che non sempre è visibile all’inizio, ma si rivela inesorabilmente nel tempo, lasciando una sensazione di amara solitudine.

Così è un insegnante, così è una via, così una metodologia. Ci sono scuole, metodi e insegnanti che hanno un cuore, altri che sono solo immagine, una bella immagine, concetti teorici, bellezza apparente.

Come dice il Dr. David Frawley, riconosciuto da molti come profondo conoscitore dei Veda, dello Yoga e dell’Ayurveda e autore di numerosi libri, lo Yoga deve servire come metodo di decelerazione ed approfondimento del sé invece di fissarsi sul corpo e su corsi intensivi senza contesto di riferimento. La motivazione principale dello Yoga è quella del non fare, cioè del fare meno, così come nella meditazione. Ciò significa che bisogna rivolgersi al proprio sé interiore, non a quello esteriore. Ecco, in quel momento diventa rigenerazione pura.

Lo Yoga non è un percorso casuale fatto di fuochi d’artificio, ma è una disciplina che fonda le sue radici nel silenzio e nella contemplazione. Non possiamo, di continuo, inventarci tecniche innovative che di innovativo hanno solo il nome. Molti lo fanno, ma è un inganno, una presa in giro al solo scopo di attirare persone. Lo Yoga proviene da un epoca, una cultura e personaggi, che conoscevano ciò che noi abbiamo dimenticato, “la saggezza”.

E la saggezza non si improvvisa, la si trasmette solo se si ha un cuore.

 

Vito Pascazio
Insegnante di Yoga (metodo Iyengar)       
yogabhati@libero.it

 

 

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