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BIOFEEDBACK RESPIRATORIO

BIOFEEDBACK RESPIRATORIO

Respiro, dunque sono

Vito Mancuso

Il lavoro sul ritmo e sulla profondità del respiro fa parte di tecniche molto antiche come lo yoga, e la sua efficacia nel ridurre lo stress e nell’equilibrare il sistema nervoso autonomo è confermata da numerose ricerche.

Nei polmoni l’ossigeno viene trasferito al sangue, dove viene raccolto dall’emoglobina contenuta nei globuli rossi, per portarlo a tutti i tessuti.

Una cattiva respirazione riduce la capacità del corpo di fornire ossigeno ai tessuti e di conseguenza ne soffrono di più gli organi con maggiore consumo di ossigeno come il cuore, i muscoli e il cervello.

Facciamo circa 20-25.000 respiri al giorno, ma moltissimi di noi respirano male, generalmente in modo superficiale, veloce e con la bocca.

Una cattiva respirazione determina numerose e variegate conseguenze: stanchezza, aumento di peso, alterazioni del battito cardiaco, alterazioni gastro-intestinali (digestione lenta etc.), malocclusione dentaria e molto di più.

Migliorare la respirazione può aiutare a ridurre l’ansia, la depressione, l’insonnia, la tensione muscolare, la pressione arteriosa, la tachicardia e alcune aritmie del cuore e molte forme di asma.

Nella maggior parte dei casi questo è dovuto al riequilibrio del sistema nervoso vegetativo, ad un migliore rilascio di ossigeno ai tessuti, ad una maggior produzione di ossido nitrico etc.
Una respirazione ottimale si fa con il naso, in modo lento, profondo e facendo lavorare anche il diaframma.

Ma la tecnica di respirazione efficace per ciascuno di noi può variare in base al momento e pertanto non esiste una tecnica standard uguale per tutti. In alcune situazioni può essere utile una respirazione con una espirazione più lunga (per esempio per rilassarci) e in altre situazioni esattamente il contrario.

È spesso necessario allenare la nostra respirazione con tecniche di biofeedback respiratorio tramite un apposito strumento (PPG Stress Flow) presente nel nostro studio.

Le tecniche sono molto efficaci e si prova immediatamente un senso di benessere oltre ad avere effetti anche a medio termine (maggiore relax o maggiore energia, migliore sonno e così via) se c’è costanza nell’esecuzione dell’allenamento.

Il biofeedback si esegue in cicli di trattamento la cui frequenza e durata dipende dalle patologie trattate e dal singolo paziente.

Le tecniche di biofeedback respiratorio contribuiscono a migliorare il sonno, l’ansia, il metabolismo (dimagrendo!), l’ipertensione arteriosa, molte forme di asma, le alterazioni della frequenza cardiaca (come le extrasistoli, la tachicardia) etc.

Inoltre migliora il VO2 (parametro molto conosciuto in ambito sportivo) e migliorando l’ossigenazione dei tessuti e quindi l’acidosi del corpo, crescono (non di poco!) le prestazioni sportive.

 

Dott. Vito Causarano

 

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