
La Lipoproteina (a), abbreviata in Lp(a), è un tipo particolare di particella lipidica simile al colesterolo “cattivo” LDL, ma molto più pericolosa; è considerata infatti più aterogena (propensa a depositarsi nelle pareti arteriose) di molte altre particelle nel nostro sangue.
Sempre maggiori evidenze scientifiche identificano la Lp(a) come importante fattore di rischio di eventi cardio-vascolari (infarto e ictus), aterosclerosi e stenosi della valvola aortica.
La Lp(a) si può dosare facilmente nel sangue e i suoi livelli ottimali sono inferiori a 30 mg/dL; elevati valori della Lp(a) interessano dal 10 al 20% della popolazione.
La maggior parte dei livelli plasmatici della Lp(a) derivano da fattori genetici e restano più o meno stabili per tutta la vita, mentre risulta minima l’influenza di fattori ambientali (dieta, esercizio fisico etc.).
Nei pazienti con un aumentato rischio cardiovascolare i livelli sierici di Lp(a) dovrebbero essere misurati almeno una volta nella vita, allo scopo di informare i pazienti che hanno elevati valori di adottare uno stile di vita sano e ridurre gli altri fattori di rischio cardiovascolare (diabete, obesità, ipertensione etc.)
Al momento, infatti, non esistono farmaci approvati per ridurre la Lp(a), e né la dieta né l’esercizio fisico possono modificarla in modo significativo.
Dr Vito Causarano