
Una dieta povera di varietà alimentare impoverisce progressivamente il microbiota intestinale, ovvero l’insieme dei miliardi di microrganismi che vivono nel nostro intestino e che svolgono funzioni fondamentali per la salute.
Ogni alimento nutre specie batteriche diverse, quindi mangiare sempre le stesse cose significa favorire solo alcune popolazioni batteriche a discapito delle altre, che tendono a ridursi o scomparire nel tempo.
Questo squilibrio, noto come disbiosi, ha conseguenze che vanno ben oltre la digestione: il microbiota intestinale è strettamente collegato al sistema immunitario, alla produzione di alcuni neurotrasmettitori come la serotonina, e alla regolazione dell’infiammazione cronica.
Una scarsa diversità batterica è stata associata a disturbi intestinali cronici come la sindrome dell’intestino irritabile, ma anche a condizioni apparentemente lontane dall’intestino, come disturbi dell’umore, del metabolismo e molto altro.
In definitiva, l’intestino “ama” la varietà: più l’alimentazione è ricca e diversificata, maggiori sono le possibilità di mantenere un ecosistema intestinale ricco ed equilibrato, con benefici per l’intero organismo.
Dr Vito Causarano